Stress test: cosa sono, come sono stati condotti e che conseguenze hanno

Scritto il alle 10:00 da slevin@finanzaonline

cosa sono gli stress testSi è molto parlato negli ultimi giorni degli stress test, ovvero degli esami cui sono stati sottoposti gli istituti bancari europei al fine di valutarne lo stato di salute complessivo. Un esame che ha visto in particolare due banche italiane, Carige e Monte dei Paschi di Siena, uscire con un giudizio negativo che si è riflesso negativamente sulla loro quotazione in Borsa. Una bocciatura che le accomuna ad altri undici istituti bancari, per i quali la BCE ha stabilito la mancanza di sufficiente capitale per poter resistere con successo ad una nuova crisi di sistema. Alle tredici banche in questione, ne andrebbero aggiunte altre dieci che però hanno nel frattempo già migliorato il capitale disponibile. Le restanti tredici avranno ora a loro disposizione un periodo che va dai sei ai nove mesi, nel corso del quale dovranno reperire il capitale necessario per evitare la chiusura. I modi per farlo possono essere un aumento di capitale, l’emissione di strumenti capaci di migliorare il cosiddetto capitale di qualità oppure la vendita di attivi.
Gli stress test sono divisi in due parti, un test di base e uno che avviene appunto in condizioni di stress e sono rivolti a quegli istituti che si trovano in condizioni problematiche. Sono una parte di una valutazione complessiva, il comprehensive assessment, di cui fa parte anche una analisi approfondita condotta sugli attivi delle banche, a sua volta indicata cone AQR (asset quality review). 

Lo scopo del test è in particolare quello di valutare a quanto ammonti il capitale proprio posseduto da ciascun istituto bancario, ovvero quel denaro che esso potrebbe impiegare per fronteggiare le eventuali perdite causate da una improvvisa crisi finanziaria. Allo scopo di fissare quale sia la soglia minima necessaria al fine di superare l’esame, si calcola una percentuale alla quale concorrono tutte le operazioni approntate dalla banca, previa valutazione del rischio. In pratica i prestiti accordati a clienti che non offrono le garanzie più ampie, pesano molto di più nei confronti degli acquisti di titoli come quelli emessi a livello statale, la cui soglia di rischio è molto bassa.
Allo stato delle cose, il risultato positivo è garantito da un capitale in cui il complesso delle somme di ogni attività pesate per il rischio non oltrepassino la soglia del 5,5%, quota che dal 2016 dovrebbe essere elevata all’8%. 

L’obiettivo principale di questo esame è quello teso ad aumentare la trasparenza all’interno del sistema bancario, accusato spesso di opacità da parte di un’opinione pubblica che non vede di buon occhio la particolare attenzione riservata al sistema da parte delle istituzioni continentali. Andrebbe peraltro ricordato come secondo alcuni osservatori gli stress test potrebbero essere fuorvianti, in quanto riferiti al 31 dicembre del 2013, dando una fotografia di una situazione che potrebbe già essere stata sorpassata dagli eventi, come in effetti accaduto nel caso dei dieci istituti che hanno poi migliorato la loro posizione. Due di questi, Banca Popolare di Vicenza e Banca Popolare di Milano, erano tra i quattro istituti italiani che erano risultati inadempienti. Alle restanti due, Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige, spetta ora il compito di raddrizzare un giudizio che ha già avuto conseguenze molto pesanti in Borsa. 

Ecco un video Youtube per tutti i dettagli e i pareri a caldo:

https://www.youtube.com/watch?v=yLHyMwxo0dw

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