Euro: storia, anno di introduzione nei paesi, storia, tassi di cambio e curiosità

Scritto il alle 13:00 da slevin@finanzaonline

euro storia curiosità anno introduzione valoreL’euro è la valuta attualmente utilizzata da 19 paesi europei appartenenti all’Unione Europea, che comprende invece 28 stati, e in 6 stati non membri che la utilizzano in virtù di accordi internazionali (Andorra, Città del Vaticano, Monaco e San Marino) o per adozione unilaterale (Montenegro e Kosovo). 

Storia dell’euro

L’euro è stato creato nel 1999, con la definizione dei singoli rapporti di cambio tra le valute nazionali e la moneta unica. I paesi membri della Comunità Economica Europea fissarono nel 1992 i parametri necessari per l’adesione alla moneta unica (nel Trattato di Maastricht), una serie di indicatori economici da rispettare prima dell’adesione e durante la circolazione, tra cui spiccano limiti al deficit pubblico (non superiore al 3% del Pil), al debito pubblico (non superiore al 60%) e un’inflazione non elevata. 
La moneta unica è entrata in circolazione, sostituendo le singole monete nazionali, a partire dal 2002, adottata da 12 paesi, ossia “Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi” (i sei membri fondatori della Comunità Europea) e da “Austria, Finlandia, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna“, mentre Regno Unito, Danimarca e Svezia, pur appartenendo all’Unione Europea, decisero di mantenere le monete nazionali, tutt’ora in vigore (rispettivamente sterlina, corona danese e svedese). Successivamente hanno aderito alla moneta unica, nell’ordine, la Slovenia (2007) una delle repubbliche formatesi dalla dissoluzione della Jugoslavia, le isole di Cipro e Malta (2008), la Slovacchia (2009), e gli stati baltici un tempo appartenenti all’Unione Sovietica, “Estonia (2011), Lettonia (2014) e Lituania (2015)”. 

Andamento dei tassi di cambio 

L’euro ha iniziato a fluttuare nel 1999, con un tasso di cambio di partenza con il dollaro pari a 1,18 (nel rapporto euro/dollaro l’euro viene considerato moneta base e quindi un dollaro, espresso in euro equivale a 1/tasso di cambio). Fino al 2003 il dollaro si è apprezzato rispetto all’euro e il tasso di cambio ha raggiunto il valore minimo di 0,84 nel 2001. A partire dal 2003 il trend si è invertito, in maniera brusca a partire dalla crisi del 2007, e attualmente il tasso di cambio oscilla attorno agli 1,20, dopo aver raggiunto il valore massimo di 1,60 nel 2008. 
Il tasso di cambio sterlina/euro (in questo caso la moneta base è la sterlina), è partito dal valore di 1,43 e si è gradualmente ridotto nel tempo, fino a raggiungere il minimo di 0,98 a fine 2008, il periodo in cui l’euro si è apprezzato maggiormente nei confronti di tutte le valute. Attualmente il tasso di cambio è pari a 1,30 circa. 

Introduzione dell’euro, benefici e svantaggi per i paesi aderenti

L’euro è stato introdotto per diminuire le incertezze valutarie tra i paesi dell’Eurozona e favorire, conseguentemente, il commercio, con l’obiettivo di aumentare il Pil globale dei paesi coinvolti negli scambi. 
La diminuzione dei costi legati al cambio, tuttavia, ha come costo la fine della sovranità monetaria dei singoli paesi (la politica comunitaria comune viene esercitata dalla Banca centrale Europea) e conseguentemente gli stati membri non possono più ricorrere a svalutazioni competitive per rilanciare le esportazioni (politiche monetarie espansive), strumento utile nel breve periodo per contrastare una recessione. La mancanza di discrezionalità nella politica monetaria è uno dei cavalli di battaglia utilizzato dal movimento degli euroscettici, movimento trasversale che chiede il ritorno alle monete nazionali per migliorare le performance delle singole economie. 

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